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La Gola del Furlo


La gola o passo del Furlo è  situata lungo il tracciato antico della via Flaminia, costeggiato dal  fiume Candigliano affluente del Metauro. Il varco si è formato tra  il monte Pietralata (889 m) e il monte Paganuccio (976 m), grazie alla forza erosiva del fiume Candigliano, ha raggiunto una notevole profondità, ora non è più visibile grazie alla diga, costruita nel 1922. L’imperatore Vespasiano per facilitare il passaggio fece costruire una galleria nel punto più stretto della gola detta petra pertusa o forulum (piccolo foro), da cui “Furlo”; accanto ad essa si trova il precedente varco di epoca etrusa lungo 8 m, largo 3,30 m, alto 4,45 m e una piccola chiesetta detta della Botte.

Il  Ministero dell’Ambiente, con un decreto del 6 febbraio 2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2001, Serie Generale n.134,  la dichiara “Riserva naturale statale Gola del Furlo”.

Fu un passaggio di molti personaggi storici, a partire dall’Imperatore Onorio della Roma Antica. In piena guerra gotica Vitige nel 538  fortificò il passo, in seguito fu occupato da Totila ma nel 553 lo conquistò Narsete. Tra il 570 e il 578, il passo venne preso dai Longobardi, i quali distrussero le fortificazioni. Nei secoli successivi vi fu il passaggio di Lucrezia Borgia Ferrara nel 1502 e Giulio II nel 1506 per l impresa di Bologna. Nel 1849 l esercito della Repubblica Romana bloccò l’esercito austriaco. Negli  anni 30 del secolo 1900, venne costruita ai margini delle pendici del monte Pietralata, a ridosso della gola, il profilo del duce. Un omaggio a Benito Mussolini che attraversava spesso la gola nei suoi viaggi tra roma e il nord Italia. Il monumento fu bombardato e distrutto dai partigiani durante la guerra, oggi sono riconoscibili pochi resti.