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Archivio per bronzi dorati

I Bronzi Dorati-Pergola

I Bronzi Dorati di Cartoceto di Pergola è un gruppo statuario equestre romano costituito da due cavalieri (di uno rimangono solo pochi frammenti), due cavalli e due donne in piedi. La tecnica fusoria è quella della cera persa indiretta, la lega metallica utilizzata è di rame con tracce di piombo,  in secondo momento si è applicata una doratura a foglia.

Alcuni centinaia di frammenti di bronzo dorato, di 9 quintali di peso, vennero ritrovati casualmente nel 26 giugno 1946 in località Santa Lucia di Calamello, da due contadini nella parrocchia di Cartoceto di Pergola. Il recupero dei reperti è stato fatto da Giovanni Vernarecci, ispettore onorario di Fossombrone e da Nereo Alfieri, ispettore della Soprintendenza alle Antichità delle Marche. Il restauro è avvenuto in diverse fasi dal 1949 al 1988, permettendo la ricomposizione di 318 frammenti nelle due figure femminili stanti e due maschili a cavallo.

La collocazione originale di queste statue è ancora incerta;  l’ipotesi più fattibile  è quella che vede il gruppo posto su un basamento in un’area pubblica di una delle città romane vicine al luogo del ritrovamento: Forum Sempronii, (Fossombrone) che è la città più vicina, Sentinum (Sassoferrato), dove è ormai sicura  l’esistenza in passato, di una fonderia per grandi statue o Suasa, dove furono ritrovati dei grossi frammenti di un simile cavallo di bronzo dorato, ora conservati alla Walters Art Gallery di Baltimora. I quattro personaggi probabilmente appartenevano ad un’unica famiglia di rango senatoriale. L’ipotesi attualmente più qualificata riquardo l’identificazione dei soggetti prevede una datazione nell’età cesariana tra il 50 a.C e il 30 a.C e identifica i personaggi come appartenenti ad una prestigiosa famiglia legata al territorio del ritrovamento, l’ ager Gallicus.

Nel 2008 una sentenza (n. 3066) del Consiglio di Stato ha affidato definitivamente le opere al museo del comune di Pergola che per anni ha  lottato contro il comune di Ancona e la provincia di Ancona per l’affidamento dei reperti; questi ultimi hanno presentato ricorso contro questa decisione.



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